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giovedì 1 dicembre 2016

E Berlusconi divenne un editore liberale

Ci voleva il referendum costituzionale e, soprattutto, ci voleva Renzi per redimere Berlusconi e trasformarlo in un editore liberale.
Il risultato più clamoroso della campagna referendaria, infatti, è proprio quello di consegnarci un nuovo Berlusconi. Pur essendosi pronunciato "convintamente" per il no, lascia la sua azienda libera di scegliere la linea contraria. Insomma, quel Berlusconi che spiegò chiaro e tondo a Montanelli la sua filosofia editoriale e che nelle campagne elettorali sfruttava anche i telequiz per portare acqua al suo mulino è morto e sepolto, non esiste più.
Ne deriva dunque che quella che per trent'anni è stata una poderosa azienda politica viene smembrata in due tronconi. Una compagnia sana, Mediaset, che tira la volata a Renzi, e una bad company, Forza Italia (con Brunetta, Toti e il cavallo), schierata per il no, ma utile come specchietto per le allodole a indirizzare verso il sì il voto degli antiberlusconiani smarriti.
Ci sono le premesse, dopo l'opuscolo "una storia italiana", per dare alle stampe "una favola italiana". Pure questa a lieto fine, ma pur sempre favola.


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