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giovedì 8 dicembre 2016

Il momento più autentico di Renzi

Il discorso dopo il referendum, come evidenziato da molti, è stato il momento più autentico, nonché trasversalmente più apprezzato, della carriera politica di Renzi,

insieme a quello tenuto dopo la sconfitta alle primarie con Bersani.
Non che in tutte le altre occasioni Renzi non sia stato autentico, ma in questo caso la voce incrinata, il leggero spaesamento, l'accenno di commozione hanno evidenziato il lato umano del personaggio. Quel lato umano difficile da immaginare dietro la studiata gestualità dell'uomo pubblico.
Lo abbiamo visto infatti mantenere un'invidiabile imperturbabilità mentre presenziava a pubbliche esequie, interveniva su episodi tragici o abbracciava soccorritori, solo raramente tradendo una vaga irrequietezza, come di uno che ha tanti impegni che lo attendono e ha fretta di sbrigarsi.
Invece, nel momento in cui ha annunciato il suo addio a Palazzo Chigi, abbiamo potuto verificare che Renzi non è un automa. Ci sono delle cose che lo toccano nel profondo e lo commuovono. Per esempio, perdere la poltrona.

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