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lunedì 19 dicembre 2016

Il rottamatore del renzismo

All'assemblea del PD Renzi propone il mattarellum, cioè l'esatto contrario dell'italicum, a suo tempo definita "la migliore legge elettorale del mondo",

quella che la domenica sera avrebbe decretato un vincitore indiscusso, manco fossimo alla finale dei mondiali di calcio. Dalla logica del partito si torna quindi a quella delle coalizioni, sottoposte, come noto, al "ricatto dei partitini col 3%" e, già che ci siamo, si torna pure al partito delle correnti, quello per il quale era d'obbligo "trovarsi un nuovo segretario".

A fronte di un paese proiettato verso la modernità il No ci consegna un paese immobile. Si dissolve come una bolla di sapone la terza Repubblica e si materializza nuovamente la prima, nella quale "le riforme non si faranno più per i prossimi vent'anni".
L'unico dato positivo nel cupo scenario determinato da questa inaspettata giravolta della storia è la scoperta che l'uomo giusto per il paese in cui tutto cambia va bene anche per il paese in cui non cambia niente. Un tempo lo si sarebbe definito un uomo per tutte le stagioni, oggi le strategie comunicative richiedono formule più efficaci. Magari ci verrà in soccorso il guru americano presentandoci Renzi come il rottamatore del renzismo.

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