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lunedì 26 dicembre 2016

La cartolina di Natale di Grillo

Il brano di Parise “Il rimedio è la povertà” è stato rilanciato spesso sul web negli ultimi anni. Grillo dev’essersi imbattuto in esso e gli è sembrato appropriato come cartolina di Natale.


A ragione. Perché coglie quella crisi di valori prodotta dall’affermarsi del consumismo negli anni del boom, quell’impoverimento culturale e quell’appiattimento umano di cui si occupano molti intellettuali dell’epoca, a cominciare da Pasolini, peraltro citato nell’articolo.
Ma nel post di Grillo c’è una nota stonata, e questa nota stonata è proprio lui. 
Se vogliamo pensar male, siamo di fronte al solito paternalismo moralista del ricco, che dice ai poveri accontentatevi delle cose semplici, non inseguite falsi bisogni, non fatevi abbagliare dai miti della ricchezza; in poche parole, i soldi non fanno la felicità. Frasi che, seppur vere, dette da chi i soldi ce li ha e se li tiene ben stretti, possono anche provocare una leggera irritazione.
Se invece vogliamo pensare bene, cosa un pochino più difficile, visto che questa storia della decrescita felice Grillo ce la somministra a cadenza più o meno bimestrale da una decina d’anni a questa parte, allora si può ipotizzare che il comico-politico abbia finalmente deciso di abbandonare quell’esercito di cretini e abbrutiti di cui parla lo scrittore veneto e del quale è stato a pieno titolo perfetto esempio e rappresentante, per intraprendere un nuovo stile di vita, essendo evidente che gli yacht, i resort stellati, le ville con piscina (anche se condonata) e le abbuffate di tartufo bianco con il discorso di Parise non c’azzeccano un cazzo.

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