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lunedì 2 gennaio 2017

Breve saggio di democrazia diretta

Il M5S vara il nuovo codice etico degli amministratori in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie. Come in tutti gli altri regolamenti che riguardano l'attività del Movimento


e dei suoi esponenti, a cominciare dal famoso Non-Statuto, anche questo è il punto d'approdo di una lunga discussione interna che ha visto la partecipazione degli oltre centomila iscritti.
Così, per esempio, tra Caterina da Catania, che aveva proposto di reputare lesivo dell'immagine del Movimento un avviso di garanzia per l'amministratore che rientrando a casa la sera lascia la luce dell'ufficio accesa, e Ersilia da Caserta, che invece proponeva di lasciare al Garante o al comitato dei probiviri la facoltà di valutare caso per caso, la maggioranza ha optato per questa seconda opzione. O, per fare un altro esempio, tra Beppe di Genova, che proponeva che gli amministratori informati di un procedimento giudiziario a loro carico dessero immediata comunicazione al gestore del sito, e Ciro di Como, che invece proponeva che l'amministratore riponesse l'avviso nel cassetto e non ci pensasse più, la maggioranza ha scelto l'idea del primo.
Funziona così la democrazia diretta. O no?

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La cartolina di Natale di Grillo

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