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martedì 14 febbraio 2017

Di come la minoranza PD non sia molto diversa dalla maggioranza

Il PD è passato da 831000 iscritti del 2009 a circa 380000 del 2016. Come se a teatro, nell'intervallo, più della metà dei presenti si fosse alzata e se ne fosse andata a casa.

Cosa che raramente succede, a meno che gli attori non siano proprio delle schiappe epocali.
In un partito che è nato diviso su tutto, si tratta, una volta tanto, di un risultato al cui conseguimento ognuno ha portato il suo contributo. Ultimo, a completare l'opera, è arrivato Renzi, col quale gli iscritti si sono ridotti di oltre 160000 attestandosi alla cifra attuale, comprensiva delle tessere fantasma che sembrano essere le uniche ad andare controcorrente.
Il calo degli iscritti PD non ha nulla di misterioso. Il PD, infatti, oltre a piegarsi alle sciagurate politiche di Bruxelles, si è preoccupato di tutelare gli interessi di pochi piuttosto che quelli del suo popolo, fino a toccare il fondo col sostegno al governo Monti e continuare a sprofondare con Renzi. Normale che la pazienza degli iscritti sia venuta meno. Suona strano che un operaio paghi per sentire poi il proprio segretario tessere gli elogi di Marchionne. Non tutti godono nel lavorare per il re di Prussia.
"La globalizzazione ha portato grandi conquiste, ma ha lasciato anche scorie velenose", scopre adesso Bersani. Bisogna svoltare a sinistra, dice, in una sorta di endorsement postumo di Sanders. Riguardo al come, però, Bersani la prende larga, troppo larga, 2/3 cose da fare.
Proprio domani, 15 febbraio, il parlamento europeo vota la ratifica del Ceta, che altre "scorie velenose" porterà e che in Italia è rimasto fuori dal dibattito politico. Quale occasione migliore per prendere una posizione netta, magari sollecitando i parlamentari del suo partito a votare contro. Perché oggi non è più tempo di dire qualcosa di sinistra, ma di fare scelte di sinistra.
Invece, davanti alle questioni cruciali, mi pare che la minoranza PD non sia molto più vicina al popolo di sinistra di quanto lo sia la maggioranza, e dei molti errori, che lo stesso Bersani ammette essere stati fatti, non sembra averne tratto grande insegnamento.

Link:

Messaggio per i lavoratori dal Teatro Ariston

Il pilastro fantasma

La sottoscrizione del CETA: una non-notizia qualunque

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