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domenica 19 febbraio 2017

Furbetti del cartellino e furboni del credito

L'approvazione della procedura di licenziamento lampo per i cosiddetti furbetti del cartellino, prevista dalla riforma Madia, dimostra che in Italia quando le cose si vogliono fare,


si fanno.
La proposta del PD, fatta propria dal governo, di non rendere pubblici i nomi dei debitori insolventi del MPS, i cui debiti che saranno onorati dalla collettività, e di non chiedere la restituzione dei benefit a quei manager che pochi benefici hanno portato agli istituti da loro gestiti, dimostra che quando le cose non si vogliono fare, non si fanno.
Le due cose insieme, invece, dimostrano che la Legge è implacabile per la frode di qualche migliaio di euro, ma diventa più tollerante man mano che aumentano gli zeri.
Dimostrano, inoltre, che i furbetti del cartellino possono essere sputtanati a reti unificate, laddove per i furboni del credito prima viene la privacy, forse perché hanno un'immagine da difendere.
Ma soprattutto dimostrano che i lavoratori devono stare ben attenti a come si muovono e a quello che fanno, perché per loro non ci sono scappatoie e azzeccagarbugli pronti a trarli d'impiccio, mentre i colletti bianchi... beh, i colletti bianchi possono conservare immacolato il loro candore, e magari essere chiamati a gestire aziende di stato o possedere giornali progressisti, atteggiandosi, all'occasione, a difensori del diritto e della democrazia.

Link:

Messaggio per i lavoratori dal Teatro Ariston

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