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venerdì 3 febbraio 2017

Il contraddittorio della stupidità

Con questa idea che di qualunque cosa si parli un programma televisivo debba garantire la presenza dell'opinione contraria,
prima o poi si arriverà al grottesco.
Si tratta del fondamento scientifico dell'omeopatia, e dev'esserci in studio uno miracolosamente guarito dal raffreddore coi farmaci omeopatici; si parla dell'efficacia dei vaccini, e bisogna sentire il parere di quello convinto che i vaccini siano un'arma di distruzione di massa. Come se la scienza fosse un'opinione come un'altra e chi sta a casa avesse gli strumenti per valutare se la verità scientifica sia più convincente della farneticazione, come se fosse normale creare le condizioni nelle quali un fanfarone disinvolto possa risultare più convincente di uno studioso impacciato.
Chissà perché, però, questa regola esclude idee opinabili e credenze. Se una trasmissione manda in onda l'oroscopo non è richiesta l'opinione di uno scienziato, né dopo la messa di Natale è richiesta l'opinione dell'agnostico.
Sembra in sostanza che in tv non si possa fare un discorso intelligente, senza il contraddittorio della stupidità. Finirà che dopo un documentario scientifico bisognerà mandare in onda i vaneggiamenti del primo esaltato di passaggio.
A questo punto la via più semplice sarebbe, a mio modesto parere, quella di tenere un asino in studio e di volta in volta posizionarlo di fronte all'esperto di turno, un asino vero, intendo, che se ne stia lì tranquillo sotto l'occhio della telecamera ragliando di tanto in tanto, in modo che almeno siano chiari e visibili a tutti i termini del confronto e, nello stesso tempo, in modo da garantire a quelli che vogliono il contraddittorio sempre e comunque una figura con la quale identificarsi.

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