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giovedì 16 febbraio 2017

La curiosa risposta a Trump dell'UE

La ratifica del CETA è la risposta a Trump, ha detto il presidente del PPE. Affermazione prontamente ripresa da parlamentari italiani, come la Picierno, in vena di formule originali.


Certo, l'UE avrebbe potuto dare anche altre risposte al presidente americano. Per esempio, una seria politica di redistribuzione dei profughi per aiutare Italia e Grecia che faticano a gestire da soli i flussi migratori, o per evitare le situazioni vergognose dei Balcani. Ma fare ponti per le merci è obiettivamente molto più facile che farli per le persone.
E a proposito di merci, bisognerebbe ricordare al presidente del PPE, nonché ai tanti volenterosi diffusori del suo pensiero, gli effetti di quello che di tali trattati è antesignano e modello, il NAFTA.
In vent'anni, secondo quanto riportato dall'Huffington Post, il NAFTA ha determinato negli Stati Uniti la perdita di 700000 posti di lavoro, l'aumento del lavoro nero, la perdita di diritti dei lavoratori messi di fronte al ricatto continuo della delocalizzazione, nonché la crescita delle diseguaglianze.
In Messico, invece, a fronte dei nuovi posti di lavoro, spesso sottopagato e privo di diritti, centinaia di migliaia di lavoratori hanno dovuto abbandonare il settore agricolo e PMI, incapaci a resistere alla concorrenza dei prodotti statunitensi, per emigrare negli Stati Uniti.
Se il presidente del PPE, o chi per lui, fosse interessato a capire da dove viene Trump, non dovrebbe faticare molto. Trump è il prodotto del NAFTA e dei trattati che il NAFTA hanno preso a modello, a cominciare dal WTO.
Altro che risposta a Trump. Ratificando il CETA, l'UE gli ha servito un assist. O, per meglio dire, lo ha servito ai Trump europei, cioè i vari Le Pen e Salvini.

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