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lunedì 1 maggio 2017

I nuovi azzurri

Le celebrazioni del XXV aprile hanno segnato un simbolico passaggio di colore. Il PD, già renziano e ora anche neomacroniano,


adotta il blu e abbandona il rosso (le ragioni del rosso le aveva già abbandonate da un bel po'). Domani questo passaggio sarà forse ricordato come una sorta di Bolognina dell'abbigliamento, che ha portato il vecchio contenitore del centrosinistra a indossare un abito più confacente alle dottrine thatcheriane e reganiane che da qualche tempo hanno rimpiazzato la seconda e anche la terza via.
Si tratta di un passaggio destinato ad avere degli effetti anche nella comunicazione politica. Se da una parte, riferimendosi ai democratici, domani sarà normale parlare di convention degli azzurri, dall'altra sappiamo che degli azzurri ci sono già. Bisognerà quindi specificare che si parla dei nuovi azzurri per distinguerli dai vecchi azzurri, degli azzurri della seconda generazione per distinguerli da quelli della prima.
Ma poi, riflettendoci, ci sarà veramente bisogno di distinguere gli azzurri renziani dagli azzurri berlusconiani?

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