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giovedì 27 luglio 2017

L'abbraccio a Renzi

A prima vista, il clamore suscitato dall'abbraccio di Pisapia al ministro Boschi fa un po' sorridere. Come del resto a sinistra fanno sorridere tante altre cose,


a cominciare dal fatto stesso che un sostenitore della riforma costituzionale renziana si prefigga di riunire in un unico soggetto politico quelli che tale riforma avevano avversato. Come un fumatore che si mette in testa di guidare un'associazione di non fumatori. E molti commentatori, infatti, ne hanno tratto occasione per ironizzare sugli interminabili (e, ahimè, non sempre concludenti) lavori in corso a sinistra.
Se però lo si valuta con più attenzione, si capisce che il clamore ci sta tutto. Innanzi tutto perché abbracciare la Boschi significa abbracciare Renzi, cioè colui che vede nell'intesa con Berlusconi lo sbocco naturale della sua azione politica, lasciando l'alleanza con la sinistra come opzione di riserva, come una specie di entrata di emergenza di Palazzo Chigi.
In secondo luogo, perché la questione delle alleanze riflette la natura stessa della politica di Renzi, il suo essere lontanissimo dalla sinistra. Lo ha dimostrato in tutti i modi durante il suo governo e lo ha pure ripetuto nel suo libro - forse a beneficio di coloro che in questi tre anni non se ne sono accorti -, dove non c'è la minima traccia di giustizia sociale e non si parla di diritti dei lavoratori nemmeno per sbaglio. Cos'altro debba fare affinché i vari Pisapia ne prendano atto, non saprei. Forse mettere una spilla con la faccia di Berlusconi all'occhiello? Boh...
Ultimo, ma non ultimo, perché questa storia che, come ripetuto renzianamente da Pisapia, l'obiettivo principale è vincere mi pare, per dirlo in maniera semplice, una grande presa per il culo. Questa logica vale per il campionato di calcio e la formula uno, ma non sempre in politica. Per la sinistra, prima di tutto vengono la difesa dei diritti dei lavoratori e la lotta per l'equità sociale. Che poi questi due obiettivi coincidano con la vittoria e la gestione del potere è tutto da dimostrare. La nostra storia recente, per esempio, dimostra esattamente il contrario. I periodi in cui i lavoratori hanno perduto più diritti e la forbice sociale si è allargata sono coincisi con il governo Monti e i due successivi, cioè uno appoggiato e gli altri due guidati dal PD, laddove la sinistra è riuscita meglio a tutelare i più deboli stando all'opposizione durante i governi di Berlusconi.
Quindi, con buona pace di Pisapia e del suo campo progressista, che molto somiglia a un campo per le allodole, meglio perdere da soli che vincere con Renzi.

Link:

I poteri forti contro il governo

Un tweet di sinistra

Colpirne uno per gettarsi la zappa ai piedi

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