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mercoledì 29 novembre 2017

L'argine al populismo

Ora Berlusconi si presenta come argine al populismo. E, a quanto pare, viene pure preso sul serio, nonostante sia stato proprio lui a inaugurare la stagione del populismo
                                        



col suo partito calato dall'alto, propaggine aziendale e braccio politico di Mediaset, con le sue grottesche promesse e il suo grottesco contratto con gli italiani. Nonostante il suo nome, in un ipotetico albero genealogico della politica italiana attuale, occuperebbe il posto centrale dal quale tutti gli altri discendono. A cominciare dai due suoi principali competitor.
Cosa sono del resto Renzi e il M5S se non berlusconismo di lotta e di governo a seconda delle circostanze?
Cos'è il Renzi reboante dei 900000 posti creati, del meno tasse per tutti e dei bonus a tappeto, il Renzi che ha smantellato la base organizzativa del PD per trasformarlo in partito liquido, cioè in un comitato elettorale al suo servizio, il Renzi del giovanilismo elevato a valore, se non l'erede riconosciuto di Berlusconi (sebbene l'originale continui a sembrare più giovane)?
E cos'è Grillo, col suo partito personale, il partito dell'onestà venuto a soppiantare il partito dell'amore, se non l'ulteriore evoluzione, lo stadio successivo di Forza Italia?
Berlusconi, quindi, dovrebbe essere l'argine contro ciò che lui stesso ha prodotto. Mah... che dire, peccato che il suo quasi coetaneo Toto Riina sia venuto a mancare, avrebbe potuto essere un buon argine contro la mafia.

Link:

Le campane a morto dell'antiberlusconismo

Mediaset e populismo

Ma gli italiani sanno cos'è e com'è fatto un governo di sinistra?

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