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venerdì 3 novembre 2017

Stiglitz, i bonus e Donnarumma

Negli ultimi 40 anni il reddito del 90% della popolazione è sostanzialmente rimasto invariato, mentre quello dell'1% più ricco è aumentato di più di quattro volte,


dice Stiglitz nell'intervento che terrà alla Fondazione Cattaneo anticipato da L'Eprresso. E' bene che a dirlo sia un nobel per l'economia, ma eravamo in molti ad averlo intuito.
Questa sfrenata crescita delle diseguaglianze, che vede l'Italia in prima fila insieme a Stati Uniti e Regno Unito, prosegue Stiglitz, è diretta conseguenza di precise politiche economiche. Anche in questo caso conforta che a dirlo sia un nobel per l'economia, ma l'avevamo capito che non ci fosse caduta dal cielo per virtù dello Spirito Santo. D'altro lato, si può non avere grande stima dei ministri dell'economia che si sono succeduti negli ultimi decenni, ma nessuno oserà credere che si siano sbagliati e che i risultati delle loro politiche economiche siano il contrario di quello che volevano ottenere. Se a trarre beneficio è stato solo l'1% più ricco vuol dire che l'obiettivo delle loro politiche economiche era beneficiare l'1% più ricco.
Questa totale indifferenza verso le crescenti diseguaglianze sociali trova la sua plastica espressione nella politica dei bonus a pioggia, avviata da Renzi e continuata dal suo successore. Dare, per esempio, 500 euro a tutti i neodiciottenni, senza fare distinzione tra il figlio di un disoccupato e Donnarumma. Non so se il portiere del Milan, salito agli onori della cronaca extrasportiva per il suo mancato esame di maturità, abbia effettivamente sfruttato il bonus, ma rimane il fatto che in una logica non dico di sinistra, ma improntata a un minimo di equità e buon senso, sarebbe stato normale escludere i vari Donnarumma dal bonus e dare 1000 euro anziché 500 al figlio del disoccupato.
Ma, del resto, se solo Renzi avesse fatto una cosa di sinistra ogni dieci volte che ha detto di essere di sinistra, staremmo messi meglio della Norvegia.

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