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giovedì 1 marzo 2018

Inchiesta da standing ovation

Diversi commentatori hanno scritto sull'inchiesta dei giornalisti di Fanpage. Più in particolare, hanno scritto sui metodi poco ortodossi da essi adottati.


La legislazione italiana, infatti, non prevede l'agente provocatore, né è ragionevolmente ipotizzabile che un istituto del genere possa essere attivato in futuro, e in uno stato di diritto la legge è tutto, perché, come qualcuno si è premurato di specificare, dopo la legge c'è la barbarie. Ragionando in punto di diritto, dunque, ci si rende conto che non è corretto andarsene in giro a offrire i milioni della camorra al primo che passa.
Qualche altro commentatore, en passant, ha pure ricordato la presenza del "controverso magistrato" Woodcook, che, come noto, oltre a fare il pm è anche procuratore capo, gip e tribunale del riesame insieme. Insomma, una specie di mina vagante capace di metterci tutti dentro e buttare la chiave.
Tutto ciò per parlare del dito.
Poi c'è la luna, un'inchiesta da standing ovation per la bravura e il coraggio dimostrati dai giornalisti. Una luna talmente grande ed abbagliante da lasciare attoniti. Una luna che getta luce su spaccati di marciume che anche l'osservatore più pessimista avrebbe faticato a immaginare, nonché sulla solita ingenuità di tanti politici, che non solo si scelgono come collaboratori soggetti con spiccate attitudini delinquenziali, ma se ne fidano ciecamente, tanto da delegarli pure a trattare a loro nome.
Arrivati alla quarta puntata dell'inchiesta - nella quale una tizia docente di criminologia (e si capisce subito che ha i titoli per insegnarla) si dice pronta a "lavare" i soldi della camorra, e appare in grande familiarità con sindaco e capo degli industriali, tanto da poter avvicinare un ministro - arrivati quindi alla quarta puntata, la luna è diventata talmente grande, che nessun dito avrebbe più potuto distogliere dal guardarla, ragion per cui dito e luna sono spariti dai siti web dei grandi giornali nazionali (grandi per tiratura, s'intende, non per altro). Niente, nemmeno due righe in fondo alla pagina.
Qualcosa difficile da spiegare se si pensa a quanto inchiostro fu versato per l'imprenditore che rideva del terremoto (e che al cospetto di questi loschi figuri sembra quasi un galantuomo), a meno che non si consideri il fatto che siamo a ridosso delle elezioni. E le elezioni, come risaputo, non solo ridefiniscono gli equilibri politici in parlamento, ma anche nelle direzioni dei giornali.

Link:

Il leader più competente

La serietà di De Luca

Il compagno Casini

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